Questa mattina, mentre il treno per Bologna sfilava veloce fra le campagne gelate ho pensato che
la natura in fondo sa come rendere meraviglioso e velatamente nostalgico il fatidico passaggio
dal vecchio al nuovo anno..
la coltre di brina che luccica ai primi bagliori di luce
il sole bianco e rosso che colora l'orizzonte
il senso di pace, di attesa, di una natura che dorme..
prima di risvegliarsi e rifiorire di nuovo
nell'avvicendasi delle stagioni
mi accingo così a scivere il mio ultimo post dell'anno..
oggi non mi sento come se qualcosa dovesse finire e qualcos'altro cominciare
preferisco pensare che faccio parte di un costante e continuo divenire..
perchè dunque costringermi ad una marea di buoni propositi per l'anno nuovo?
probabilmente così facendo mi condannerei all'insoddisfazione
di non poter raggiungere mai fino in fondo quello che mi ero prefissata..
quando invece è molto più semplice e logico continuare a vivere..
quello che vorrei oggi e per i giorni e venire è molto semplice ..
vorrei sempre poter vedere le cose che mi circondano con chiarezza ed obiettività,
vorrei crescere e costruire qualcosa di buono,
vorrei tanto che le persone intorno a me possano vivere serenamente,
vorrei che tutto cambi e allo stesso tempo non cambiare mai..
poi scendo dal treno e guardo la mia città, ancora addormentata..
resa ancor più assonnata dal clima festoso dei giorni appena trascorsi
e penso che il rumore dei miei passi che rimbombano sotto i porticati deserti
con il freddo che mi accarezza e arrossa lievemente guance
sia già qualcosa di perfetto
di semplice e poetico al contempo..
e mi sento a casa
credo che il vero senso di queste feste si nasconda molto più dietro certi momenti
che dietro alla fredda corsa ai consumi, al divertimento ad ogni costo, alle futilità..
con questi pensieri scritti un pò alla rinfusa, dettati da un malinconico 31/12
chiudo questo 2007
l'anno dei cambiamenti.. l'anno delle responsabilità.. l'anno del vorrei fuggire via, ma no invece
forse è meglio restare..
l'anno dell'inizio del mio blog..
e con una certa emozione auguro a tutti un luminoso 2008..
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lunedì 31 dicembre 2007
mercoledì 12 dicembre 2007
Ludovico Einaudi
Lunedì sera ho assisitito per la prima volta al concerto per solo piano
di questo meraviglioso artista ed è stato veramente emozionante.
Sin dalle prime note pigiate sui tasti, ho capito che questo concerto non era la mera e fedele riproduzione delle opere di un artista famoso per il suo pubblico
ma era un dialogo dell'artista con le sue stesse opere
la sequenza dei brani era casuale così come le variazioni apportare ad ogni motivo..
sembrava che il pianista giocasse con la sua musica
creando momento per momento qualcosa di nuovo.. e per questo di straordinario..
come se la musica volesse rinnegare di essere imprigionata in un pentagramma ed in una serie di battute, rifuggendo le cose scontate per un continuo ed incessante divenire..
perchè parlo di divenire...
perchè c'è qualcosa di molto importante che mi lega a questa musica..
il cambiamento..
l'altra sera è stato come rivivere tanti attimi diversi della mia vita,
tutti nello stesso momento..
mi sono rivista un anno fa, mentre scrivevo la tesi, guidata dalla sua bellissima musica
ho rivissuto i momenti della laurea, il trascorrere delle stagioni..
i momenti teneri di me e Antonio che ci coccoliamo prima di dormire cullati dal suono di Divenire..
Sembra un caso, ma uno dei maggiori successi di Ludovico Einaudi si chiama proprio così..
Divenire..
di questo meraviglioso artista ed è stato veramente emozionante.
Sin dalle prime note pigiate sui tasti, ho capito che questo concerto non era la mera e fedele riproduzione delle opere di un artista famoso per il suo pubblico
ma era un dialogo dell'artista con le sue stesse opere
la sequenza dei brani era casuale così come le variazioni apportare ad ogni motivo..
sembrava che il pianista giocasse con la sua musica
creando momento per momento qualcosa di nuovo.. e per questo di straordinario..
come se la musica volesse rinnegare di essere imprigionata in un pentagramma ed in una serie di battute, rifuggendo le cose scontate per un continuo ed incessante divenire..
perchè parlo di divenire...
perchè c'è qualcosa di molto importante che mi lega a questa musica..
il cambiamento..
l'altra sera è stato come rivivere tanti attimi diversi della mia vita,
tutti nello stesso momento..
mi sono rivista un anno fa, mentre scrivevo la tesi, guidata dalla sua bellissima musica
ho rivissuto i momenti della laurea, il trascorrere delle stagioni..
i momenti teneri di me e Antonio che ci coccoliamo prima di dormire cullati dal suono di Divenire..
Sembra un caso, ma uno dei maggiori successi di Ludovico Einaudi si chiama proprio così..
Divenire..
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